Sulla punta dei piedi

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CORTOMETRAGGIO: “SULLA PUNTA DEI PIEDI”
Cortometraggio classificatosi secondo al Festival internazionale del Cinema Nuovo di Gorgonzola.
Come nasce l’idea? Lo spunto iniziale per il soggetto di questo film nasce circa 5 anni fa, nel 2007, durante un viaggio in Israele. E’ là che abbiamo conosciuto la persona di Janusz Korzack, davanti alla sua statua allo Yad Washem. Sentendo il racconto della sua vita ci siamo chiesti se non fosse possibile, con i nostri attori, realizzare un film che la raccontasse. Una sfida anche culturale: un tema difficile raccontato da noi. Una storia poi da presentare ad altri per testimoniare che la cultura non è prerogativa solo dei dotti e dei sapienti, ma di chi sa cogliere le sfumature della vita, se ne sa appassionare e, a modo suo, le sa anche raccontare. Anche se non tutte le orecchie, purtroppo, sanno ascoltare! Ma cosa raccontare di lui? Questa è la domanda che ci ha tenuti impegnati per anni sino a che l’idea prende forma: lasciare sullo sfondo la tragicità  e l’eroismo della sua vicenda e portare in primo piano la splendida ed innovativa idea pedagogica. Rivoluzionaria ancora oggi, devastante nella sua semplicità  in un epoca dominata dalle dittature politiche e di pensiero.
Questo abbiamo voluto raccontare di lui, questo è il lavoro che abbiamo svolto con i nostri attori che sono stati preparati per svolgere al meglio il difficile compito che veniva loro chiesto: mostrare che la vita è bella, anche quando niente lo fa pensare e nessuno ci crede!

P1010012-(2)-copiaTra i quattro cortometraggi selezionati per l’edizione 2013 dell’Open festival di Correggio
Locandina: Educare alla memoriaProiettato il 26 gennaio 2013 durante il convegno “Educare alla Memoria – pratiche educative a confronto (sotto l’intervento di Anna Troiano) in Cernusco sul Naviglio.
Proiettato in Università  Cattolica “Sacro Cuore ” di Milano durante “Giornalisti sui banchi di scuola. la pratica del giornale scolastico tra ricerca e didattica”.

Intervento di Anna Troiano Educatrice teatrale Coop. Sociale “Il Sorriso” di Pessano con Bornago:

Educare alla memoria, come? Attraverso un laboratorio teatrale condotto da Anna Troiano e Alberto Tedesto con 25 attori disabili con la conseguente realizzazione del cortometraggio “Sulla Punta dei Piedi” e uno spettacolo teatrale (in fase di allestimento).

Perché un laboratorio teatrale? Perché è uno spazio dove non s’impara a recitare ma si studia lo strumento che serve per farlo: l’UOMO. Il teatro è un luogo dove si vive, dove si rappresenta la vita, indipendentemente dall’essere normodotati, anziani, disabili, bambini, di diverse etnie o religioni…anzi è uno spazio dove più che in altri tutto questo puಠmiscelarsi. Il teatro, il cinema filtrano la vita attraverso vari strumenti quali il RACCONTO, e la presentano a degli spettatori che acquistano nella relazione con l’attore, parte di conoscenza nuova, di memoria nuova! Diventa, dunque, fondamentale il racconto! Di chi, di che cosa?

Nel 2007 il nostro coordinatore Dario Gellera durante un viaggio in Israele, conosce la figura di un uomo straordinario, Janusz Korczak ( Varsavia 1878 – Campo di sterminio di Treblinka 10 agosto 1942) e al suo ritorno ci “consegna” il suo racconto! Con il cortometraggio realizzato abbiamo cercato di creare nello spettatore la curiosità  per quella che fu la vita di Korczak ; una Memoria a volte anche triste, ma straordinaria!

Korczak è un eroe nazionale polacco, di famiglia ebraica, un pedagogo, un pediatra, scrittore, poeta, educatore!Un uomo che amava l’uomo, fin dalla sua nascita. Un uomo che muore con i suoi duecento bambini nel campo di sterminio di Treblinka. Fonda “la casa degli Orfani” dove il bambino ha importanza come essere umano capace di sbagliare, di pensare; con il diritto di vivere e morire, con la capacità  di autoregolamentarsi. La “Casa degli Orfani” avevano un Parlamento e un Tribunale dei bambini! Korczak intuisce e applica tante idee pedagogiche tuttora innovative! Scrive i diritti dei bambini:

  • Diritto alla morte
  • Diritto alla sua vita presente
  • Diritto a essere quello che è
  • Diritto a esprimere ciò che pensa
  • Diritto a prendere attivamente parte alle considerazioni e alle sentenze che lo riguardano
  • Diritto al rispetto
  • Rispetto per la sua ignoranza
  • Rispetto per la sua laboriosa ricerca della conoscenza
  • Rispetto per le sue sconfitte e le sue lacrime
  • Rispetto per la sua proprietà
  • Rispetto per i colpi che gli riserva il duro lavoro della crescita
  • Rispetto per ogni suo minuto che passa, perché morirà  e non tornerà  più e un minuto ferito comincerà  a sanguinare.

Il bambino ha diritto di volere, di chiedere, di reclamare, ha il diritto di crescere e maturare e, giunto alla maturità , di dare i suoi frutti.

La domanda che ci siamo posti prima di iniziare il nostro percorso teatrale è stata: come affrontare un tema cosà delicato, crudo e triste con i nostri attori? Come accostare questo argomento alla disabilità ? L’intuizione è stata nel raccontare loro la storia sottolineando Janusz come educatore, confrontata con quella degli educatori che quotidianamente si relazionano con i nostri attori all’interno della Coop. Si è lavorato teatralmente sull’importanza del corpo,della voce e della relazione che ogni educatore deve costruire con il proprio utente, sia esso un bimbo, un adolescente, un disabile, un anziano.

Ad un certo punto del lavoro occorreva perಠuna verifica per loro: la necessità  di interagire con dei bambini, di capire se il personaggio costruito dell’educatore fosse risultato veritiero! Grazie alla Dott.ssa Bellettini, alle maestre e alle famiglie abbiamo avuto la possibilità  di lavorare con dei piccoli attori di 5 anni della scuola dell’Infanzia di via Dante in Cernusco. Un’esperienza straordinaria! I nostri attori per un giorno hanno potuto essere gli educatori di bambini, giocare con loro, relazionarsi con loro. Le riprese di quei giochi sono diventate scene credibili del nostro cortometraggio. Anche loro hanno potuto educare alla memoria i bambini, insegnando loro i giochi di una volta: campana, la ruota, il fazzoletto, e utilizzando costumi di scena legati al periodo storico.

Lavorare sulla figura di Januscz Korczak ci ha portato alla consapevolezza che amare l’uomo significa amarlo nella sua completezza a partire dalla sua nascita fino alla sua morte.

Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inchinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
(Janusz Korczak )